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Caro Francesco scriverti, ormai, è diventato un appuntamento quasi quotidiano. Ripeto: spero vivamente di non stancarti con le mie chiacchiere. Fammi un cenno di stanchezza ed io mi calmerò. Oggi è lunedì ed è cominciata una nuova settimana. Quest'anno ho fatto solo una settimana di vacanze e sono rimasta a casa perché dal 2 al 16 di ottobre vado a fare quel viaggio in Cina. Mi sento comunque un po' stanca e giovedì e venerdì 5 e 6 settembre ho preso un paio di giorni di ferie per riprendermi un po'. Il viaggio penso sarà bello ed interessante perché visiterò le città imperiali. Sarà un viaggio anche duro perché sono 15 giorni di tour ma viaggiare, come ti ho già detto, mi piace molto perché amo conoscere il mondo. Sono esperienze sempre molto belle ed entusiasmanti che ti lasciano dentro ricordi indelebili. Io il viaggio lo vivo anche al rientro perché il ricordo non ti abbandona e amo rievocare con la mente queste esperienze. Viaggiare per me è una cosa molto bella che arricchisce e mi fa stare molto bene. Le fotografìe che si scattano durante il viaggio, rivedendole, ti fanno ritornare sui tuoi passi, ma il ricordo dei colori, degli odori, della gente e di mille altri piccoli particolari che la macchina fotografica non riesce ad immortalare sono il ricordo più bello, più vivo. Come ti ho detto al telefono sabato sono stata a Venezia. E' stata una gita organizzata all'ultimo minuto perché sono arrivati degli amici di Milano ed hanno voluto vedere Venezia by night. Venezia è una città molto bella ma alla sera acquista un fascino particolare (a me piace particolarmente perché è una città che vive sull'acqua). E tu come stai? E cosa stai facendo di bello? Le condizioni di Alessandro sono sempre stabili in quanto la febbre c'è sempre anche se oscilla dai 38° ai 39° ma come ti ho già detto il problema più grande che lui ha (e che è la causa della sua malattia e penso anche della sua mancata ripresa) è la mancanza di umiltà e di consapevolezza. Mai ho sentito da Alessandro pronunciare un atto di accusa verso sé stesso. La colpa è sempre degli altri, a volte dei famigliari, a volte dei medici altre volte della sfortuna che lo accompagna. E' troppo clemente con sé stesso e questo non facilita per niente il lungo cammino di introspezione che dovrebbe percorrere. E' un problema grande specialmente per Luisa che bene o male si trova ad affrontarlo. Anche per lei non è facile perché è spesso depressa e basta un niente per farla entrare in un nuovo stato depressivo. Ed ora non mi resta che tentare una risposta sul tuo scritto relativo alla rabbia. Le tue parole mi hanno fatto riflettere parecchio per capire se anch'io provo rabbia e sono arrivata ad una conclusione. Forse la provavo da più giovane, questa emozione penso si sia calmata con l'età. O piuttosto si è trasformata per lasciare posto alla ragionevolezza. Il rapporto di confronto che ho in questo momento è quello con mio figlio ed ho capito che con lui esprimere rabbia non funziona. Preferisco usare con lui il dialogo basato sulla comunicazione buona, parole non offensive e toni moderati, anche se a volte ti verrebbe da ucciderlo. E anche qui non posso avere momenti di rabbia visiva altrimenti vado a toccare un tasto delicato con lui che già si trova nell'età della rabbia quotidiana. Infatti Andrea ha già passato periodi di rabbia intensa e gli ha già ampiamente espressi rompendo delle cose. Quando succede questo io non grido e non lo sgrido ma raccolgo i cocci, lascio passare il momento di fuoco, e dopo, con calma ed i cocci tra le mani cerco di farlo ragionare mettendolo davanti ai fatti accaduti e facendogli capire che la sua rabbia in quel momento l'ha espressa usando violenza ad un oggetto ma che sarebbe potuta essere molto più pericolosa se avesse usato la stessa violenza e forza contro una persona. Io non lo so, a dir la verità, se applico la formula magica ma queste parole solitamente lo placano e chiede scusa. Per cortesia fammi sapere se mi comporto correttamente e, se ti fa piacere, dammi dei suggerimenti che apprezzerò molto. Come ti dicevo io non ho particolari momenti di rabbia e, anche se a volte mi verrebbe da spaccare tutto, cerco di anteporre agli slanci di rabbia la ragione. Noi uomini siamo molto fortunati perché abbiamo la possibilità, tramite il ragionamento, di vedere le cose, anche negative, sotto una luce diversa. E, a parer mio, vedendo il problema sotto altra luce possiamo ottenere anche delle risposte più appropriate senza mettere sotto tensione la nostra muscolatura e il nostro sistema nervoso. Vorrei così concludere dicendo che per me la rabbia è solo uno scaricare le proprie insoddisfazioni, tensioni e paure senza ottenere nulla di concreto. Mi piacerebbe molto continuare a tenere questa corrispondenza con tè e sarei contenta se tu mi dicessi cosa pensi dei miei scritti. Spero di non chiederti troppo. Per me è' stata una cosa molto bella conoscerti perché credo molto ai rapporti interpersonali. Credo che tramite la comunicazione l'uomo possa dare e ricevere tanto. Lo scrivere mi fa bene all'anima e non ti nascondo che ti scriverei in continuazione. Ma devo imparare a contenermi altrimenti ti stanco. Mi piacerebbe scriverti tutta la mia vita ma prima di farlo aspetto il tuo "via". Spero di leggerti e di sentirti presto. ti ringrazio per l'attenzione che mi presti e l'amicizia che manifesti, un grazie di cuore per tutto questo ed un arrivederci a presto. Tanti cari auguri di ogni bene. Antonella
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