Separatore
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Carissimo Francesco, è notte fonda e mi sento sconfortata. E’andato via da poco P., il nostro rapporto continua ma mi sento molto inadeguata. Agisco con grande difficoltà e stento a essere me stessa. Quanta difficoltà c’è nei rapporti umani! Sono sempre rigida, tesa a dimostrare che sono una persona che ha un valore. Mi riesce tutto così difficile al punto che butterei tutto alle ortiche. Vorrei smettere di vederlo e non perché penso che non possa funzionare ma perché mi sento fondamentalmente un’incapace! Non so spiegare bene il mio stato d’animo così sto provando a scrivere ora che le sensazioni sono così fresche altrimenti domani mi sfumerebbe via tutto e sarei annebbiata dalle cose da fare. Sento che lui è preso da me, sento che c’è un sentimento che coinvolge entrambi ma io mi chiudo in mille sensazioni così maledettamente contrastanti che mi destabilizzano. Vorrei avere la forza di dire basta e mettermi l’anima in pace. Vorrei non vederlo più e dedicarmi solo alle mie occupazioni perché sono spaventatissima. Vorrei che lui mi rassicurasse ma il brutto è che dovrebbe farlo di continuo e non ho neppure animo di chiederlo! Sarebbe assurdo domandare di continuo ad una persona di tranquillizzarmi. Eppure è quel che desidero. Ho una paura fottutissima che tutto questo finisca, ho paura di perderlo e so che questa stessa paura mi prepara la strada per farlo scappare. Lui lo sente il mio malessere e non se lo spiega. Mi dice che mi sente come se fossi sempre “controllata”. Ma perché non riesco ad essere naturale? Oddio, non è sempre così, a volte mi lascio andare, ma poi subentra questo fastidioso senso di inadeguatezza…Parto sempre con questa sensazione, a volte mi abbandona e divento serena, altre invece va e viene ad intermittenza, basta una parola detta da lui che mi fa pensare, dubitare…e così dilaga il malessere. E’ come se dovessi sempre essere al top e molto spesso non lo sono affatto. Ho anche paura che facendo il massimo ogni volta poi possa mollare e questo lo farebbe allontanare. Provo molto per lui e forse sono piena di aspettative che non riesco a frenare. Queste mi premono nell’anima come una locomotiva impazzita e così perdo il bello di me. Divento spigolosa, mi escono frasi taglienti, dure. Alterno questi momenti a momenti di recupero, anche di atteggiamenti compiacenti, per poi passare di nuovo alla durezza perché mi arrabbio con me stessa, non mi piaccio e così finisco per mettere dei limiti, per dire che mi si deve portare rispetto. Che casino!La mia parte fragile sta dilagando e resta di me solo una donnina spaventata, la peggior parte di quel che sono. Mi piacerebbe dimenticarmi di me, lasciare questa mia testa in qualche posto recondito e riposarmi un po’, invece è sempre perennemente presente! Stasera le emozioni mi hanno colta impreparata di fronte ad un miscuglio continuo di pensieri contraddittori: un momento ero serena ed il momento dopo in preda ad una specie di malinconia, di panico. Così mi rifugio nell’idea di mollare tutto e di fuggire da questo rapporto, pur sapendo che mento a me stessa. Ma solo l’idea di lasciare, di abbandonare mi rende un po’ più forte. Sto vivendo un periodo bello ma anche tanto difficile della mia vita. Mi guardo intorno e non mi piace quel che vedo. I miei coetanei sono in preda ad una gran confusione, se sapessi i discorsi che si fanno, ti farebbero accapponare la pelle. Si parla ancora di uomini e donne con una congerie di luoghi comuni impressionante per non parlare di noi donne 40enni divise tra l’essere accettate perché piacenti e la consapevolezza che questa strada è fuorviante perché c’è una concorrenza tale su questi temi che ci vede inevitabilmente perdenti. La paura della solitudine, del fallimento,che prende tutte noi e ci fa sottostare a rapporti umani che hanno poco di questa caratteristica. Quando esco la sera, talvolta torno più depressa di quanto si possa immaginare. Mi dico che ho un valore e lo sento anche, ma poi è come se cadessi nello sconforto e così l’idea di P. prende un’altra piega, la idealizzo, come se lui fosse del tutto diverso, come se fosse qualcosa a cui aggrapparsi, come se fosse “tutto”e che se lo dovessi perdere diventerebbe una tragedia perché non c’è nient’altro che possa piacermi come lui. E’ pazzesco quel che mi capita, lo vedo che è tutto sbagliato ma non riesco a frenare questo impulso. Lo so che quel che dico può suonare assurdo, Eppure è così. Manipolo un’idea, un sentimento e lo uso per stare meglio, ma poi ….poi lo rivedo e tutto quel che ho idealizzato mi si spezza tra le dita e so che sto nutrendo qualcosa di falso, una costruzione fatta di pura paura e di immaginazione. Dove sono io?? Dov’è lui??Qui c’è solo fantasia e tanta confusione. Allora vorrei liberarmi anche di lui e di tutto quel che mi mette in difficoltà. Mi sento una vigliacca, ma è maledettamente così. Mi sento male per certe sciocchezze del tipo che stasera quando se ne è andato non mi ha chiesto se ci vedevamo anche domani. In realtà non lo ha fatto e così penso che il motivo è stato che stasera sono stata esigente, nervosa, lunatica. Mi dico che si sta stancando di me, come se una persona potesse essere dismessa come un vecchio indumento. Mi sento in colpa e mi comporto come se fossi una deficiente. Eppure ho avuto tanta pazienza per mantenere in pedi questo rapporto. Sono stata oltremodo brava, ho atteso i tempi giusti, ho lavorato nell’ombra su me stessa sentendo che per me era una persona importante e che valeva la pena per la prima volta aspettare, ascoltare quel che sentivo, far crescere dentro di me questo sentimento più profondo. Ma poi, quando è il momento di raccogliere un po’ di frutti, quando sento che anche lui si sta lasciando andare e prova qualcosa di molto vicino al mio, ecco che peggioro, che mi confondo, che perdo il contatto con me stessa. I dubbi incalzano, dubbi tra l’altro anche inutili. Forse dubito di me. Forse è la paura che il sentimento che provo non si riveli meraviglioso così come me lo sto immaginando io…non so….quel che so è che mi vivo tutto con una tale difficoltà che non immaginavo di possedere ancora oggi. Sono una creatura spaventosamente fragile in alcuni momenti e vorrei essere portata per mano, indirizzata con amore. Invece trovo davanti a me persone ancora più spaventate, ancora più disorientate….è tutto così ingarbugliato. Forse sono io che percepisco la realtà così. A volte vorrei dire a Paolo di aspettarmi, di aspettare che questa parte di me abbia il coraggio di venir fuori, di farsi vedere oltre questa nebbia fumosa degli atteggiamenti da donna vissuta. Invece no, sto lì ad interpretare parti che stento a riconoscere abbiano molto a che fare con me. E’ una pena credimi, una vera pena! In verità non è che lui se la passi meglio di me. Diviso tra quel che desidera fare e quel che deve fare, si trova a vivere una realtà piena di problematiche concrete e di visione di un futuro molto incerto, nebuloso. A volte lo vedo che lotta per la sopravvivenza…non è facile in queste condizioni pensare a qualcun altro oltre se stesso. Nonostante ciò mi regala dei momenti di grande intensità, abbiamo due anime veramente molto vicine, lo sentiamo entrambi questo. Però questo non mi basta e annaspo cercando appigli sicuri….a volte mi faccio veramente pena e mi disprezzo per il modo puerile di affrontare la vita e nonostante ciò, non riesco a liberarmi di questi meccanismi insulsi che mi rendono l’esistenza più difficile di quel che è realmente. Caro Francesco, come vedi la strada di consapevolezza da me intrapresa con te ha grossi momenti di stasi, si perde in piccoli viottoli che mi costringono a giri oziosi. Che ne pensi? Che mi suggerisci? A volte mi manca il porto sicuro del tuo affetto, la tranquillità delle tue parole. Forse avrei bisogno di ricominciare a vederti per qualche seduta. Che ne dici? Magari solo qualcuna, anche se ho così poco tempo a disposizione….non so, fatti sentire, dimmi qualcosa. Ho come l’impressione che tu mi stia evitando. Sto diventando un po’ paranoica oppure è solo una giornata in cui sono presa da manie di persecuzione?? Boh???
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