Separatore
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“Sportello di Ascolto”
Separatore
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I Diritti assertivi
Utilizzare L'ascolto empatico
I sette predittoti del divorzio
I dieci comandamenti
Il Potere
Adolescenza
Assumersi le proprie responsabilità
Comprendere la natura del Comportamento
Principi per le mie relazioni sociali
Il bambino sopraffatto e il Masochismo
Le Fobie
Il Biasimo
L'Educazione Sentimentale a scuola
I Pericoli della TV
Il Bullismo
Io sono Eva
   
 
Mi è sempre piaciuto scrivere ed ho sempre pensato che prima o poi avrei scritto la mia storia. Ma in cuor mio dovevo aspettare un momento particolare, bello da raccontare e an- cor di più bello da farsi leggere tutto d*un fiato. La mia vita non è stata costellata da tante stelle. O meglio.stelle ce ne saranno anche state ma non hanno mai brillato di una luce intensa e particolare. Anche se a volte questa luce erano i miei occhi a vederla per appagarmi di un qua! che cosa. Come vi dicevo una vita tranquilla. Mi sono sposata molto giovane con un "ragazzo" giovane anche lui, almeno per il passo che stavamo facendo. Tanto più che io aspettavo la nostra primogenita ed ero già in quattro mesi di gravidanza. I problemi, figuriamoci, ci sono anche nei matrimoni coronati dopo parecchi anni di conoscenza e di fidanzamento. Lascio al lettore immaginare i problemi che abbiamo attraversato noi due. Ma tutto è andato bene, forse per la nostra volontà-di salvare il salvabile ma an- cor di più dall'aiuto che abbiamo avuto dai nostri genitori. E' nata una bella bimba, sana e vispa. Con mio marito la vita affettiva e sessuale andava avanti un pò per amùre. un po'; per abitudine anche se tra noi c'era immenso affetto e rispetto. Poi. dopo soli due anni, mi sono trovata a fare la vedova-bianca in quanto il mio sposo è partito per lavoro. Tanto gli piaceva girare il mondo, forse per non sentire il peso della famiglia. che questa esperienza è diventata nel tempo un'abitudine di vita. Era da un posto all'altro del mondo, indaffarato, esagitato per il suo lavoro. per la sua carriera. A casa tutto filava liscio ugualmente, e lui lo sapeva. Tuttavia non lo lasciavo solo, non lo abbandonavo. Gli spedivo pacchi, enormi con dentro ogni ben di Dio; dalla cioccolata, alle foto, alle lunghissime lettere, alle riviste. In qualche modo lo facevo sentire tra noi, tra le mura di casa. Sono passati gli anni. E tra un viaggio e l'altro abbiamo messo in cantiere il nostro secondo figlio. Un maschio, finalmente, per la felicità di tutti! Ma le cose non sempre vanno come si vorrebbe. Sergio, cioè mio marito, è stato traferito al sud per lavoro. Tempo previsto un anno e mezzo. Laggiù si è lasciato prendere forse dagli entusiasmi giovanili. Ha dimenticato la sua doppia responsa- bilità di padre, ha dimenticato la famiglia e , ritornato giovane, si è innamorato di una 25enne. Ho sentito un vuoto dentro me quando gli ho strappato quella verità. Ho visto il vuoto, mi sono sentita vuota. Ma l'ho abbracciato, sono riuscita, o almeno ho provato, a dargli ancora affetto. Potrebbe essere stato l'ultimo bacio, l'ultimo abbraccio prima della fine del nostro amore o di quello che era stato fino ad allora il nostro amore. E poi l'ho lasciato libero. Libero di pensare. libero di agire. E in questa libertà l'ho ritrovato, l'ho riconquistato, l'ho riavuto tutto per me e per i nostri figli. Aveva fatto una scelta. Era questo il nostro destino. Nel giro di qualche mese quel vuoto che avevo già provato si è rinnovato dentro di me. Un vuoto ed un freddo che «i ha percorso tutto il corpo, in un aitino o forse ceno. _ Nello studio di un medico mi è stato detto che doveva essere operato urgentemente per un cancro al cardias. Anche in quel momento ho avuto lucidità. razionalità: forse freddezza. Ho organizzato con il medico il ricovero e l' in- tervento. Ho cercato di organizzare i miei giorni con serenità, per fargli respirare serenità. L'ho tenuto all'oscura di tutto. Ho finto, ho detto un sacco di bugie. L'ho fatto per lui. per amore suo e della famiglia. Forse volevo nascondere la verità anche a me stessa. Non ci vuoi credere quando ti vengono dette certe cose. credi di poter lottare. di farcela. Comunque non mi sono mai arresa. Ho lottato per lui e assieme a lui. Ho creduto di vincere fino all'ultimo istante. L'ho tenuto per mano finche lui se n'è andato, accarezzandolo, rassicurandolo. Da quel giorno la R.ia vita è cambiata. Forse sono cambiata anch'io. Più responsabilità, più decisione, più fermezza. Questo era quello che mi veniva ^es^o°è stato quello che in qualche modo ho cercato di fare. A volte sbagliando. non si può essere perfetti - Da quel giorno la mia vita l'ho dedicata al lavoro, ai figli, alla casa. agli im- pegni che ci eravamo presi come coppia, come nucleo famigliare. E così sono passati i giorni, i mesi. gli .anni. Il mio ruolo probabilmente non doveva cambiare. Da giovane vedova-bianca a soli 30 anni mi sono ritrovata soltanto vedova. All'improvviso un bagliore di luce. una novità, un qualcosa di diverso mi è apparso all'orizzonte. Ho conosciuto un uomo fantastico, che mi fa sentre bene. appagata. II nostro rapporto è iniziato forse per gioco, forse per sfida. Ma un poco al giorno è cresciuto. Lo sento più vivo. più reale. Io so che lui mi vuole bene. Lui me lo fa capire in tante cose, in tanti momenti. Lo sento vicino a me. Forse avevo veramente bisogno di trovare un uomo come lui. Mi da sicurezza. Mi fa sentire donna.ni da sempre la soluzione giusta per affrontare i miei problemi. Lui è il «io pilota, mi dirige verso la luce. la luce dell'amore, del desiderio. dell'affetto reciproco. Anche se ci frequentiamo da pochi mesi tra me e lui c'è un'intesa. Sembra quasi che la nostra conoscenza abbia radici più lontane, più remote. Assieme parliamo di tanto e di .tutto e ridiamo e ci sentiamo un pò bambini. La nostra prima volta è stata molto bella. Forse era un momento che desideravamo tutti e due. Forse abbiamo fatto l'amore al momento giusto. Quando ognuno dei due
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