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IL BULLO
CHI E' - e' colui che aggredisce il coetaneo/a per sottrargli piccole somme di denaro, oggetti, giubbotto firmato, telefonino o addirittura le scarpe di moda. E' il PRETOTENTE.
Nella maggior parte dei casi il BULLO compie :
VIOLENZA FISICA O DIRETTA :
- SPINTONI, SPUTI, CALCI, SBERLE e PUGNI.
- DANNEGGIA GLI OGGETTI PERSONALI DELLA VITTIMA O LI SOTTRAE
VIOLENZA PSICOLOGICA O INDIRETTA
INGIURIA, DILEGGIO, CALUNNIA, SARCASMO, MESSA AL BANDO DELLA VITTIMA DESIGNATA MARCHIANDOLA A FUOCO, FACENDOLA SENTIRE INADEGUATA, VERGOGNOSA DI SE', INVASA DI SENTIMENTI DI PAURA E DI COLPA.
PERCHE'
a) per farsi AMMIRARE dai compagni,
b) per mettersi alla loro ATTENZIONE,
c) per esprimere la NOIA, l'AGGRESSIVITA' e la COLLERA che ha dentro di sé e che non riesce ad elaborare ed incanalare in modo adeguato, finendo per scaricarle in AZIONI COMPULSIVE e VIOLENTE.
d) per dar prova di SUPERIORITA' di fronte alla PAURA e alla sottomissione della VITTIMA. Il SENSO di TRIONFO che da', il tener stretto in pugno il TROFEO conquistato nella lotta corpo a corpo. L'ammirazione dei presenti. La FAMA provocata dalle sue gesta che passa di bocca in bocca. La RICERCA di una MISURA di sé.
IL LUOGO
i dintorni della scuola, luoghi appartati come i margini del cortile, le scale, i gabinetti. Gli spettatori non mancano mai: Sono necessari per la conferma della superiorita' del BULLO e la diffusione della sua FAMA. Comunque l'atto di bullismo si verifica quando siano presenti spettatori.
QUANTI SONO I BULLI
Dalle ultime ricerche effettuate in Italia i bulli risultano essere circa il 10-11% dei ragazzi/e.
GLI ELEMENTI NECESSARI PERCHE' SI POSSA PARLARE DI BULLISMO
 1) IL BULLO
Una RELAZIONE di BULLISMO e' tale se si sia cronicizzata fino a produrre RUOLI DEFINITI, quindi la sopraffazione non e' sporadica.
 2) LA VITTIMA
Spesso la vittima presenta:
  A) DISARMONIE FISICHE:
        - TROPPO GRASSO
        - TROPPO ALTO
        - TROPPO BASSO
  B) DISARMONIE COMPORTAMENTALI
         -FORTE MIOPIA
         - BALBUZIENTE
         -MALDESTRO NEI COMPORTAMENTI
         - ECCESSIVAENTE DESIDEROSO DI ESSERE LODATO DAGLI INSEGNANTI O ACCETTATO DAL GRUPPO O DI ACCETTARE UN RUOLO DI LEADER CHE NESSUNO GLI RICONOSCE.
La PREDA del bullo puo' essere anche "l'ULTIMO ARRIVATO":
l'extracomunitario o chi vive in condizioni di precarieta' o emarginazione.
 3) L' OSSERVATORE
Puo' essere il compagno accondiscendente che offre supporto al PREPOTENTE o l'intera CLASSE e gli INSEGNANTI quando
EVITANO di AFFRONTARE la QUESTIONE.
I ragazzi del "CORO " sono consapevoli che si tratta di comportamenti malvagi, da condannare moralmente, pero' non muovono un dito per farli cessare. Tutti assumono un atteggiamento di disinteresse, come se la cosa non li riguardasse. Comprendono razionalmente, logicamente, ma non sono ancora in grado di essere EMPATICI - cioe' di mettersi nei panni della VITTIMA e agire di conseguenza. Non riescono a coordinare e modulare bene le azioni e le emozioni corrispondenti ed ad assumersi anche le responsabilita' degli atti che non li coinvolgono direttamente. Non a caso il BULLISMO diminuisce con l'eta' perché l'adolescente diventa piu' MATURO.
LE CAUSE

Il BULLO esprime con i suoi atti di PREPOTENZA:
 a) DISADATTAMENTO PROFONDO nella sua famiglia di appartenenza.
Spesso il BULLISMO SCOLASTICO esprime: tensioni familiari, incomprensioni, rifiuti che hanno origine nella relazione di attaccamento alle F.d.A.
- madre anaffettiva.
- clima familiare:
- eccessivamente tollerante verso le condotte aggressive
- eccessivamente rigido e punitivo.
b) DISADATTAMENTO SCOLASTICO : difficolta' di attenzione,basso rendimento scolastico, difficolta' verbali, disturbi del pensiero logico-formale.
c) NOTEVOLE FORZA FISICA.
d) ATTIVITA' IPERMOTORIA: impulsivita', aggressivita' aperta o mascherata, sarcasmo, sfida.
e) MASCHERA di OSTENTATA SICUREZZA
LE CAUSE

 LA VITTIMA

-DISADATTAMENTO FAMILIARE :
a) Madre depressa.
b) Famiglia problematica
c) Genitorialita' carente.

I GENITORI non sanno cogliere i segni di DISAGIO e la SOFFERENZA che esprime la VITTIMA che spesso si sente:
- ANSIOSA
- FRAGILE
- NON HA STIMA DI SE'
- PIANGE CON FACILITA'

Gli EPISODI AGGRESSIVI che subisce :
- Incidono negativamente sul rendimento scolastico.
- Si chiude in se stessa e si isola fino al RIFIUTO della SCUOLA.
- Si possono avere casi di depressione infantile e in casi ESTREMI, anche il SUICIDIO.

E' difficile identificare i BULLI e le loro VITTIME, perché i prepotenti sono molto abili a cambiare le carte in tavola e a presentarsi come " PROVOCATI " o PERSEGUITATI INGIUSTAMENTE.

BULLISMO FEMMINILE

Si e' sempre pensato che il BULLISMO FISICO - VIOLENZA DIRETTA fosse tipico dei maschi e quello VERBALE INDIRETTO, PSICOLOGICO fosse delle donne.

Recenti ricerche hanno messo in evidenza un COSTANTE INCREMENTO del bullismo fisico o AGGRESSIVITA' CORPOREA tra le ragazze. C'e' una tendenza a cancellare queste differenze.

Comunque la MODALITA' PREVALENTE del bullismo femminile rimane quella VERBALE:
- MEZZE FRASI
- INSINUAZIONI A FIOR DI LABBRA
- SORRISI SARCASTICI
- COMMENTI MALEVOLI apparentemente senza destinatario che per la VITTIMA e' difficile denunciare.
- MESSA al BANDO della vittima con DILEGGIO, RIFIUTO, ISOLAMENTO.

Con un perverso GIOCO delle PARTI la BULLA raccoglie intorno a sé le ELETTE ostentando un LEGAME SEGRETO e una GRANDE COMPLICITA' che genera un grande GODIMENTO in confronto al dolore e alla sofferenza della VITTIMA- COMPAGNA – ESILIATA- ISOLATA – e messa al bando.

LA RISPOSTA DELLA SCUOLA CONTRO IL BULLISMO
DEVE AVERE LE SEGUENTI CARATTERISTICHE:

• ESSERE CHIARA, ONESTA E DIRETTA;

• ESSERE IMMEDIATA;

• SPECIFICARE CHE COSA E' SUCCESSO, CHI E' STATO COINVOLTO E CHE TIPO DI INTERVENTO SI INTENDE ADOTTARE;

• COINVOLGERE LA FAMIGLIA;

• FORNIRE OPPORTUNITA' AGLI ALUNNI DI DISCUTERE TRA LORO I POSSIBILI MODI DI RISOLVERE IL PROBLEMA;

• EVITARE DI ETICHETTARE IL BULLO E LA SUA VITA MA PARLARE PIUTTOSTO DI COMPORTAMENTI BULLISTICI;

• INCONTRARE SEPARATAMENTE IL BULLO E LA VITTIMA, CERCANDO DI INCENTIVARLI A RIORGANIZZARE LE RISORSE PERSONALI IN MODO DA PROMUOVERE SCELTE E COMPORTAMENTI IN CUI LE CONSUETE STRATEGIE DI COMPORTAMENTO NON RISULTINO EFFICACI.
PER AIUTARE IL PREPOTENTE

• MANTENERE LA CALMA;

• CERCARE DI CAPIRE CHE COSA LO IRRITA;

• INDAGARE SE A SUA VOLTA E' STATO VITTIMA DI ATTI DI BULLISMO;

• VALUTARE IL GRADO DI CONSAPEVOLEZZA DELLE SUE AZIONI;

• UTILIZZARE RINFORZI POSITIVI PER VALORIZZARE RACCOGLIERE INFORMAZIONI SULLE SUE ESPERIENZE FAMILIARI PARLANDO CON I GENITORI;

• INSEGNARGLI A RICONOSCERE ALTRI TRATTI DELLA SUA PERSONALITA';

• ED ESPRIMERE IN MODO ADEGUATO L'AGGRESSIVITA';

• SE NECESSARIO CAMBIARE DI CLASSE, IN MODO CHE IL BULLO PERDA IL TACITO CONSENSO DEI COMPAGNI.

PER AIUTARE LA VITTIMA

Il ragazzo/a che subisce prepotenze deve imparare a:
• Esprimere i suoi stati d'animo, i suoi desideri, le sue intenzioni.
• Sentirsi soggetto della sua vita e non oggetto della vita altrui.
• Sapersi esprimere anche attraverso i gesti, la mimica e le azioni.

Inserirlo in un gruppo di alunni abbastanza simili, che simpatizzino reciprocamente, puo' aiutarlo a rompere l'isolamento in cui si trova. Nelle sedute di gruppo a cadenza settimanale condotte da un esperto, il ragazzo/a impara:

a) ad adottare comportamenti assertivi affermando i suoi diritti senza violare quelli dei compagni;
b) a resistere al raggiro, alla presa in giro e alle minacce;
c) come rispondere agli insulti;
d) ad abbandonare la situazione frustrante;
e) ad ottenere l'appoggio degli astanti;
f) a rimanere calmo in situazioni stressanti;
g) ad accrescere la propria autostima.

Nel frattempo e' utile:

- sensibilizzare tutta la classe;
- trovare insieme strategie alternative;
- stabilire regole essenziali di convivenza;
- controllare gli incontri che si svolgono fuori della classe;
- introdurre, nel tempo libero, attivita' interessanti e divertenti, che evitino la noia e il senso di abbandono.

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